CONCILIAZIONE IN SEDE SINDACALE

L’UNAL svolge stabile attività di conciliazione in sede sindacale n Roma e Provincia per parte dei Lavoratori (L. 533/1973) per il tramite di conciliatori accreditati presso la Direzione Territoriale del lavoro e della M.O. di Roma. Tale attività si rivolge ai lavoratori per garantire una pronta definizione delle controversie di lavoro. I relativi verbali di conciliazione vengono trasmessi alla D.P.L. di Roma per il successivo inoltro al Tribunale di Roma– sezione lavoro.

per contatti tel. 334.2557573

mercoledì 2 dicembre 2020

Indennità anticipi futuri aumenti (ex vacanza contrattuale)

 OGGETTO: richiesta differenze retributive, adeguamento economico e blocco prescrizione.


Vi scriviamo a nome e per conto del nostro associato,: GPG 

che firma in calce la presente, per segnalare che, da un controllo effettuato sul suo cedolino paga, è emerso che l'importo di € 20,00 identificato con la voce "Anticipo Futuri Aumenti Contrattuali" è stato escluso dal calcolo della retribuzione normale ex art. 23 CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari 2013, in deroga, ciò in violazione di quanto previsto dall'art. 24 del medesimo CCNL.

Pertanto, alla luce di quanto sopra, siamo a richiedere l'adeguamento dello stipendio mensile del lavoratore, nonché le differenze economiche dalla data del 01 Marzo 2016.

La presente quale formale richiesta con contestuale  interruzione di ogni prescrizione e decadenza

In attesa di un vostro formale e sollecito riscontro, porgiamo distinti saluti. 

Il Lavoratore                                                                        l'Organizzazione Sindacale

sabato 24 ottobre 2020

CHI RINNOVA IL CONTRATTO DELLA VIGILANZA E’ RAPPRESENTATIVO ?

 

Come scrissi nel luglio del 2016, le associazioni datoriali, rappresentavano il 28% degli Istituti che operavano in Italia. Questo nel 2016 dove dai loro siti era possibile rilevare i loro associati. ma ormai da qualche anno, questo non è più possibile, in quanto tutte e tre le associazione ( U.N.I.V. – A.S.S.I.V. e A.N.I.V.I.P., hanno tolto i nominativi degli Istituti di vigilanza, loro associati, ma questo potrebbe far pensare a male e cioè che sono ancora meno di quanti erano nel 2016, e quindi se a mio parere non erano rappresentativi allora (2016) non lo sono affatto oggi.

Quindi le tre associazioni dimostrino la loro rappresentatività, in merito al rinnovo del C.C.N.L. della vigilanza privata trasmettendo l’elenco dei loro associati ai sindacati, e pubblicandoli sui loro siti ufficiali.

Il Segretario Generale dell’UNAL

Francesco Pellegrino

quanto pubblicato sabato 16 luglio 2016

CHI RINNOVA IL CONTRATTO DELLA VIGILANZA PRIVATA È RAPPRESENTATIVO?

Sapete quanti sono gli  Istituti di vigilanza da esse rappresentati per i quali le Associazioni datoriali: U.N.I.V. A.S.S.I.V. e A.N.I.V.I.P. firmano il rinnovo del contratto Nazionale della vigilanza privata. Queste associazioni datoriali a mio modesto parere non sono affatto rappresentative, in quanto su oltre 800 Istituti di vigilanza esistenti in Italia, ne rappresentano tutte e tre le associazioni appena 225 cioè tradotto in percentuale fa il  28 %. Quindi a nome di chi rinnovano il contratto? lo rinnovano a nome di pochi intimi (225 Istituti di vigilanza) e quindi anche i Sindacati autonomi hanno diritto a partecipare alla trattativa del rinnovo senza porre l’ostacolo della maggior rappresentatività che se non conta per le Associazioni dei padroni, non deve contare nemmeno per le Associazioni dei lavoratori! è evidente che ormai si è instaurato un consolidato rapporto di collaborazione tra i sindacati e le associazioni padronali e infatti ad ogni rinnovo del contratto le Guardie particolari giurate rimangono sempre più soddisfatte.
 U.N.I.V.           rappresenta 87 Istituti di vigilanza per tutte le Regione esclusa la                             Liguria ove NON rappresenta alcun Istituto
 A.S.S.I.V.        rappresenta 89 Istituti di vigilanza per tutte le Regione escluse le                             Regioni  Abruzzo – Basilicata – Sardegna – Trentino e Valle d’Aosta                           ove NON rappresenta alcun Istituto
 A.N.I.V.I.P.      rappresenta 49 Istituti di vigilanza per tutte le Regione escluse le                             Regioni Puglia – Sardegna – Umbria e Valle d’Aosta ove NON                                     rappresenta alcun Istituto

mercoledì 7 ottobre 2020

SUL CERTIFICATO DEL TIRO A SEGNO OCCORRE IL BOLLO

Tiro a segno: serve il bollo sui certificati rilasciati alle guardie giurate. 
Lo stabilisce l'Agenzia delle entrate.

I certificati rilasciati alle guardie particolari giurate dalle sezioni del Tiro a Segno sono soggetti ad imposta di bollo di 16,00 euro a pagina. Lo ha stabilito l’agenzia delle Entrate, interpellata dal ministero dell’Interno a seguito di un quesito inoltrato da alcune società di sicurezza. 
Il tiro a segno, ricorda l’agenzie delle Entrate, non rientra nel novero delle federazioni sportive senza scopo di lucro (che sono del tutto esonerate dalle imposte di bollo), trattandosi in effetti di ente pubblico sottoposto alla vigilanza del ministero dell’interno. 
Gli Istituti di Vigilanza Privata devono quindi informare le proprie guardie di provvedere alla regolarizzazione fiscale del bollo. 

Trattandosi di un titolo individuale e personale, salvo accordi specifici con le imprese, la regolarizzazione infatti resta in capo al lavoratore (da CCNL spetta però il rimborso della marca da parte dell’impresa).

domenica 27 settembre 2020

Guardie giurate stipendi e problemi della categoria

Dal Segretario Generale dell'Unal 
Francesco Pellegrino

- Salari da 980 euro. - Indennità irrisorie. - Poche tutele. - Mancanza di formazione. Questa è la reale condizione degli agenti di vigilanza.

Controllano banche, supermercati. Piantonano siti sensibili, come ambasciate e tribunali, persino «installazioni militari», e si trovano agli ingressi dei Palazzi di Giustizia. 
IN ITALIA ci sono 830 SOCIETÀ. Solo due delle 830 società di vigilanza private che operano in Italia danno lavoro a 45 mila guardie giurate, 20 mila delle quali sono impegnate nel pubblico.
In pratica le G.p.G. sono il sesto corpo di ordine pubblico italiano. Infatti: i carabinieri si aggirano sulle 105 mila unità, la polizia di Stato 100 mila, quella penitenziaria poco meno di 39 mila, la Guardia di finanza 60 mila e la Forestale 7.600.
Oggi con l'avvento del contratto che prevede il personale non armato nelle portinerie, il numero delle G.G. armate è sceso drasticamente.
«LE G.g.G. SONO CONSIDERATI MENO DI ZERO». Le condizioni di lavoro non sono cambiate. Precariato e turni di lavoro anche di 12 ore con stipendi irrisori restano. 
Le G.p.G. sono incaricati di pubblico servizio, ma non sono considerati pubblici ufficiali. Una differenza non da poco. Visto che limita le mansioni all'esclusivo controllo. Le G.p.G. svolgono gli stessi compiti delle forze dell'ordine, ma non sono riconosciuti, di fatto " Non sono né carne né pesce".
INOLTRE I SINDACATI RAPPRESENTATIVI SONO INADEGUATI. Ogni società di vigilanza è controllata da questure e prefetture, però il loro contratto non è seguito dal Viminale, ma "dai sindacati, spesso coordinati da persone che non sanno nulla della professione e che prima facevano altri mestieri ". Le GpG esigono solo più sicurezza e più tutele, al pari delle forze dell'ordine. Per esempio, essere in servizio in due in pattuglia, mentre per contratto i vigilantes devono essere soli. Fare corsi di autodifesa, visto che l'uso dell'arma è solo una extrema ratio. Maggiore stabilità contrattuale. «Gli stipendi sono decisi a livello provinciale e non si vedono aumenti da anni».
Poi c'è il problema della Visita medica, nessun test specifico e l'uso del p. d'armi.
Le G.p.G. non devono superare alcun test psico-attitudinale. Sono sufficienti una visita dal medico curante e una alla Asl. Una volta assunti da una società, si frequenta un corso generico e poi vengono "sbattuti in strada", a rischiare la vita.
Poi, per chi lavora presso luoghi pubblici è previsto UN CORSO AD HOC PER IL SERVIZIO PUBBLICO, come un tribunale, si frequentano corsi sul funzionamento del metal detector, antincendio e di primo soccorso. Più una infarinatura sulle leggi. Ma nulla di più.
Oggigiorno, un ripiego per molte persone rimaste senza lavoro e con la fame di lavoro che esiste, fare la guardia giurata è l'ultima spiaggia.

C'é da dire che la vita del vigilantes è tutt'altro che una pacchia. Con il nuovo contratto è stato inserito il sesto livello. In pratica si parte con una paga mensile che è inferiore ai 1.000 euro. Una miseria se si considerano i rischi che dipendono da città a città, da sito a sito. Così vengono riconosciute indennità particolari che quantificano qualunque rischio. Per esempio: < Rischiare di essere uccisi davanti a un tribunale vale al giorno 1,90 euro>, < stare sulla strada la notte vale 5,61 euro in più al giorno>. Questo è il valore che si è data alla VITA: pochi centesimi di euro.
Per non parlare poi degli gli straordinari e ironia per la domenica è prevista una indennità festiva di 0,71 euro al giorno.
E' così che in questo scenario si inserisce il business delle società di vigilanza con turni massacranti e zero spese. La maggior parte di esse sono nate solo per fare business. Non si preoccupano dei dipendenti, anzi molti di loro vengono assunti per sei mesi e poi lasciati a casa. 
L'azienda paga al dipendente solo ed esclusivamente la divisa. La pistola è a carico del lavoratore. Inoltre le macchine per le pattuglie poi quasi sempre sono in leasing, quindi scaricabili. La formazione, che sarebbe obbligatoria ogni due anni, molte volte è solo un optional. Le sette ore contrattuali, più una nel caso di turni da otto, spesso diventano addirittura 12. «Lavorano sottocosto» .
Per svolgere il lavoro a norma, senza problemi e permettere all'impresa di guadagnare, una guardia dovrebbe guadagnare dai 19 ai 20 euro l'ora. Ne prendono 5,86 lordi».

Poi anche con l'evento dei NEWORK e GLI APPALTI PRESI AL RIBASSO spesso i turni di lavoro vengono raddoppiati. Se una società deve coprire la sorveglianza di un sito per 24 ore spalma l'orario h24 su due vigilantes, che lavorano 12 ore, anziché su tre o quattro vigilantes. Così impiegando meno G.p.G. aumentano il loro guadagno, potendo così fare offerte inferiori per potersi aggiudicare un appalto.
Ecco spiegato il perché dei ribassi con cui vengono vinti gli appalti: «Lucrano sulle vite delle G.p.G.», e meno male che tutte le aziende hanno firmato e accettato un CCNL di categoria proprio per rispettare e valorizzare il lavoro delle G.p.G.!

Poi esistono le varie organizzazioni a cui si sono iscritte alcune Aziende del settore vigilanza, sono le Associazioni datoriali: U.N.I.V.  -- A.S.S.I.V. e - A.N.I.V.I.P.  Esse sono le più grandi a cui si sono rivolte quasi 225 aziende su oltre 800 Istituti di vigilanza esistenti in Italia Quindi tutte e tre le associazioni ne rappresentano appena in percentuale il 28 %. Scopo primario di queste Organizzazioni è tutelare le Aziende iscritte e garantire che queste rispettino il CCNL di categoria assunto. Basta leggere il loro Statuto cosa si propone, Ma realmente cosa fanno? <DORMONO>

lunedì 21 settembre 2020

Stipendi vigilanza privata


Cari colleghi purtroppo le nostre necessità dimenticate e trascurate da chi dovrebbe impiegare il tempo per la tutela e i diritti comuni ormai sembrerebbe siano un lontano ricordo.
Riceviamo quotidianamente richieste di intervenire a tutela dei lavoratori per i continui ritardi degli stipendi. Purtroppo anche in questo il nostro contratto collettivo nazionale del lavoro non ci tutela.
Le aziende con le loro solite giustificazioni di aver ritardato il versamento per problematiche amministrative , di sistema , e quant'altro , continuano a dimostrare la totale indifferenza sulla nostra ormai critica situazione.
La data in cui ci aspettiamo ci venga versato lo stipendio e quindi dovremo avere lo stipendio sul nostro conto e' quella data in cui l'azienda a sempre pagato cioè se nella vostra azienda è consuetudine pagare ad esempio il giorno 20 del mese ,quella data sarà sempre la data del pagamento e qualsiasi modifica sulla cadenza dello stipendio chiaramente va concordata con le sigle sindacali presenti in azienda . Se avete la cadenza dello stipendio fissata nel vostro contratto individuale le regole sono sempre le medesime , rispetto della cadenza e eventuali modifiche da concordare con le sigle sindacali presenti in azienda.
Altro problema è che se a sedersi nelle aziende e decidere e concordare sulla nostra cadenza dello stipendio sono sempre gli stessi come è ben chiaro a tutti nulla migliorerà. Anche perché i disagi da noi vissuti oggi trovano giustificazione in ciò che non funziona nel nostro settore 
Quello che noi della sigla sindacale UNAL possiamo fare , è sollecitare le vostre aziende a rispettare le cadenze retributive , segnalare e procedere con relativo esposto verso quelle aziende che non ascoltano i vari solleciti.
Cosa si potrebbe fare ? Inserire la cadenza dello stipendio nel Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro  con regole rigide e sanzioni per i ritardatari .
Giocano sui nostri diritti ma chiedono i doveri...