CONCILIAZIONE IN SEDE SINDACALE

L’UNAL svolge stabile attività di conciliazione in sede sindacale in Roma e Provincia per parte dei Lavoratori (L. 533/1973) per il tramite di conciliatori accreditati presso la Direzione Territoriale del lavoro e della M.O. di Roma. Tale attività si rivolge ai lavoratori per garantire una pronta definizione delle controversie di lavoro. I relativi verbali di conciliazione vengono trasmessi alla D.P.L. di Roma per il successivo inoltro al Tribunale di Roma– sezione lavoro.

per contatti tel. 334.2557573

venerdì 15 ottobre 2021

a proposito di Green pass


Dalla data odierna 15 Ottobre 2021 entra in vigore l obbligo di esporre il green pass per tutti i lavoratori.
Vi riportiamo il link dove consultare Il DPCM 12 ottobre 2021.
Il DPCM 12 Ottobre 2021 detta le regole da rispettare ed indica alle aziende le procedure da attuare.

Vi evidenziato il punto 1 del DPCM del quale vi riportiamo una parte.

Punto 1. Come devono avvenire i controlli sul green pass dei lavoratori nel settore pubblico e in quello privato?
Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle normative sulla privacy e delle linee guida emanate con il dPCM 12 ottobre 2021. I datori di lavoro definiscono le modalità operative per l'organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento delle violazioni degli obblighi di cui ai commi 1 e 2................

I fatti purtroppo dicono che nonostante i disagi vissuti da tutto il comparto della vigilanza privata ci ritroviamo nuovamente a far fare bella figura alle nostre aziende a costo zero.?

Le nostre aziende in accordo con i vari appalti hanno delegato le guardie particolari giurate e gli addetti fiduciari al controllo del green pass .

La domanda che ci poniamo è questa :

Alle  nostre  gloriose e  "disponibili"   aziende viene pagata la nostra prestazione aggiuntiva                                     ? 

Procederemo con le segnalazioni ed andremo a porre la domanda agli organi di competenza .

Stipendi da fame contratto no comment....
Pero' disponibili al 100%

Cordiali saluti e buon lavoro 

Segreterie Sindacato UNAL

giovedì 14 ottobre 2021

TRIBUNALE DI MATERA/COSMOPOL/CARLO MATARAZZO

 Durante i controlli, infatti, era emerso che l’avellinese Carlo Matarazzo, «socio di maggioranza – cessato dal 9 ottobre 2018 – della Cosmopol SpA, che possiede integralmente la Cosmopol Basilicata srl», nel 2016 era stato condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi di reclusione (con lo sconto di pena di un terzo per la scelta del rito abbreviato) per estorsione. Una brutta storia, che parla di dipendenti costretti «dietro la minaccia della mancata assunzione o del licenziamento (che sarebbe stato in alcuni casi giustificato come dimissioni volontarie (…) fatte firmare già all’atto dell’assunzione senza data e quale condizione per essere assunti)» a comprarsi la divisa «presso una ditta, ad effettuare le visite mediche presso un centro da lui indicato sostenendone il costo, ad effettuare ore straordinarie non retribuite, ad effettuare turni senza che venisse garantito il riposo giornaliero e/o settimanale».

Leggi l’articolo stampa>>>TAR BASILICATA

Green Pass notizie

 


martedì 28 settembre 2021

Guardie giurate, stipendi e problemi della categoria.

 

Guardie giurate, stipendi e problemi della categoria.

( tutti quelli che commentano dicessero anche a quale sindacato sono iscritti perché se non lo sono, non hanno alcun diritto di fare commenti, in quanto il sindacato ha la forza di poter proporre i cambiamenti in base, appunto per la forza che i lavoratori gli danno).
dal Segretario Generale dell’Unal
– Salari da 980 euro. – Indennità irrisorie. – Poche tutele. – Mancanza di formazione. Questa è la reale condizione degli agenti di vigilanza.
Controllano banche, supermercati. Piantonano siti sensibili, come ambasciate e tribunali, persino «installazioni militari», e si trovano agli ingressi dei Palazzi di Giustizia.
IN ITALIA ci sono 830 SOCIETÀ. Solo due delle 830 società di vigilanza private che operano in Italia danno lavoro a 45 mila guardie giurate, 20 mila delle quali sono impegnate nel pubblico.
In pratica le G.p.G. sono il sesto corpo di ordine pubblico italiano. Infatti: i carabinieri si aggirano sulle 105 mila unità, la polizia di Stato 100 mila, quella penitenziaria poco meno di 39 mila, la Guardia di finanza 60 mila e la Forestale 7.600.
Oggi con l’avvento del contratto che prevede il personale non armato nelle portinerie, il numero delle G.G. armate è sceso drasticamente.
«LE G.g.G. SONO CONSIDERATI MENO DI ZERO». Le condizioni di lavoro non sono cambiate. Precariato e turni di lavoro anche di 12 ore con stipendi irrisori restano.
Le G.p.G. sono incaricati di pubblico servizio, ma non sono considerati pubblici ufficiali. Una differenza non da poco. Visto che limita le mansioni all’esclusivo controllo. Le G.p.G. svolgono gli stessi compiti delle forze dell’ordine, ma non sono riconosciuti, di fatto ” Non sono né carne né pesce”.
INOLTRE I SINDACATI RAPPRESENTATIVI SONO INADEGUATI. Ogni società di vigilanza è controllata da questure e prefetture, però il loro contratto non è seguito dal Viminale, ma “dai sindacati, spesso coordinati da persone che non sanno nulla della professione e che prima facevano altri mestieri “. Le GpG esigono solo più sicurezza e più tutele, al pari delle forze dell’ordine. Per esempio, essere in servizio in due in pattuglia, mentre per contratto i vigilantes devono essere soli. Fare corsi di autodifesa, visto che l’uso dell’arma è solo una extrema ratio. Maggiore stabilità contrattuale. «Gli stipendi sono decisi a livello provinciale e non si vedono aumenti da anni».
Poi c’è il problema della Visita medica, nessun test specifico e l’uso del p. d’armi.
Le G.p.G. non devono superare alcun test psico-attitudinale. Sono sufficienti una visita dal medico curante e una alla Asl. Una volta assunti da una società, si frequenta un corso generico e poi vengono “sbattuti in strada”, a rischiare la vita.
Poi, per chi lavora presso luoghi pubblici è previsto UN CORSO AD HOC PER IL SERVIZIO PUBBLICO, come un tribunale, si frequentano corsi sul funzionamento del metal detector, antincendio e di primo soccorso. Più una infarinatura sulle leggi. Ma nulla di più.
Oggigiorno, un ripiego per molte persone rimaste senza lavoro e con la fame di lavoro che esiste, fare la guardia giurata è l’ultima spiaggia.
C’é da dire che la vita del vigilantes è tutt’altro che una pacchia. Con il nuovo contratto è stato inserito il sesto livello. In pratica si parte con una paga mensile che è inferiore ai 1.000 euro. Una miseria se si considerano i rischi che dipendono da città a città, da sito a sito. Così vengono riconosciute indennità particolari che quantificano qualunque rischio. Per esempio: < Rischiare di essere uccisi davanti a un tribunale vale al giorno 1,90 euro>, < stare sulla strada la notte vale 5,61 euro in più al giorno>. Questo è il valore che si è data alla VITA: pochi centesimi di euro.
Per non parlare poi degli gli straordinari e ironia per la domenica è prevista una indennità festiva di 0,71 euro per ora al giorno.
E’ così che in questo scenario si inserisce il business delle società di vigilanza con turni massacranti e zero spese. La maggior parte di esse sono nate solo per fare business. Non si preoccupano dei dipendenti, anzi molti di loro vengono assunti per sei mesi e poi lasciati a casa.
L’azienda paga al dipendente solo ed esclusivamente la divisa. La pistola è a carico del lavoratore. Inoltre le macchine per le pattuglie poi quasi sempre sono in leasing, quindi scaricabili. La formazione, che sarebbe obbligatoria ogni due anni, molte volte è solo un optional. Le sette ore contrattuali, più una nel caso di turni da otto, spesso diventano addirittura 12. «Lavorano sottocosto» .
Per svolgere il lavoro a norma, senza problemi e permettere all’impresa di guadagnare, una guardia dovrebbe guadagnare dai 19 ai 20 euro l’ora. Ne prendono 5,86 lordi».
Poi anche con l’evento dei NETWORK e GLI APPALTI PRESI AL RIBASSO spesso i turni di lavoro vengono raddoppiati. Se una società deve coprire la sorveglianza di un sito per 24 ore spalma l’orario h24 su due vigilantes, che lavorano 12 ore, anziché su tre o quattro vigilantes. Così impiegando meno G.p.G. aumentano il loro guadagno, potendo così fare offerte inferiori per potersi aggiudicare un appalto.
Ecco spiegato il perché dei ribassi con cui vengono vinti gli appalti: «Lucrano sulle vite delle G.p.G.», e meno male che tutte le aziende hanno firmato e accettato un CCNL di categoria proprio per rispettare e valorizzare il lavoro delle G.p.G.!
Poi esistono le varie organizzazioni a cui si sono iscritte alcune Aziende del settore vigilanza, sono le Associazioni datoriali: U.N.I.V. — A.S.S.I.V. e – A.N.I.V.I.P. Esse sono le più grandi a cui si sono rivolte quasi 225 aziende su oltre 800 Istituti di vigilanza esistenti in Italia Quindi tutte e tre le associazioni ne rappresentano appena in percentuale il 28 %. Scopo primario di queste Organizzazioni è tutelare le Aziende iscritte e garantire che queste rispettino il CCNL di categoria assunto. Basta leggere il loro Statuto cosa si propone, Ma realmente cosa fanno? <DORMONO>

martedì 7 settembre 2021

Legge 104: tutti i doveri del datore di lavoro e sanzioni previste

 

in sintesi: il lavoratore che usufruisce della Legge 104/92 per assistere un familiare, ha il diritto di scegliersi il posto di lavoro più vicino alla dimora del familiare che deve assistere; e l'azienda non può assolutamente opporsi altrimenti verrà citata in giudizio, innanzi al Magistrato.

Legge 104: tutti i doveri sul rifiuto di Lavoro notturno

L’azienda è tenuta ad accettare l’eventuale rifiuto del lavoratore o della lavoratrice che abbia a proprio carico un soggetto disabile di svolgere lavoro notturno, da intendersi come l’arco di tempo di almeno 7 ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.

Legge 104: i doveri sulla scelta della sede di lavoro

L’azienda è obbligata a concedere al familiare del disabile di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere. Gli stessi soggetti possono rifiutarsi di essere trasferiti ad altra sede, eccezion fatta per i casi di incompatibilità, qualora ad esempio la presenza del lavoratore sia all’origine di tensioni e contrasti, con conseguenze sul regolare svolgimento dell’attività lavorativa (Cassazione sentenze n. 24775/2013 e n. 16102/2009).

familiari interessati da queste tutele sono:

  • Coniugi (o parti dell’unione civile), conviventi, parenti o affini entro il 2° grado;
  • Parenti o affini entro il 3° grado, se i genitori o il coniuge (o la parte dell’unione civile) del disabile hanno compiuto i 65 anni oppure sono anch’essi affetti da patologie invalidanti o sono deceduti o mancanti).

In aggiunta agli obblighi citati, esistono altri vincoli per le aziende in tema di orario e sede di lavoro, imposti sempre dalla necessità di garantire ai disabili un’assistenza adeguata.

 

> Verbale 104: cos’è e come fare ricorso <

Legge 104: le sanzioni previste per il datore di lavoro

L’azienda che non rispetti gli obblighi di legge può essere chiamata ad ottemperarvi previa sentenza giudiziaria innescata dal ricorso del dipendente. Quest’ultimo può altresì chiedere il risarcimento dei danni subiti a seguito della mancata assistenza o possibilità di dedicarsi alle cure.

Legge 104 tutti gli obblighi del datore di lavoro e cosa rischia chi non li rispetta.

La Legge 104 prevede una serie di tutele in favore dei lavoratori disabili o loro familiari che necessitano di periodi di non lavoro al fine di dedicarsi alle cure o prestare assistenza. Lo Stato interviene attraverso l’Inps per garantire ai dipendenti interessati un apposito trattamento economico a copertura dei giorni di assenza altrimenti non retribuiti dall’azienda.

I datori di lavoro non hanno il potere di impedire ai dipendenti di fruire dei permessi 104 o congedi previsti dalla Legge 104, a patto che gli interessati abbiano presentato apposita domanda all’Inps.

In aggiunta agli obblighi citati, esistono altri vincoli per le aziende in tema di orario e sede di lavoro, imposti sempre dalla necessità di garantire ai disabili un’assistenza adeguata.

Analizziamo la questione nel dettaglio.

Legge 104/92

In materia di welfare, tutto sulla legge 104: cosa prevede, come fare domanda, permessi, agevolazioni acquisto auto e bollo auto, altre agevolazioni fiscali.

La Legge 5 febbraio 1992 n. 104, più nota come legge 104, è il riferimento legislativo “per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate“.

Per beneficiare delle Agevolazioni e dei Permessi previste dalla Legge 104, è necessario possedere un handicap grave: minorazione fisiche, psichiche o sensoriali, in situazioni stabilizzate oppure progressive, che siano causa di difficoltà di apprendimento e di integrazione.

Al fine del riconoscimento dello status di disabilità, è necessario fornire all’Inps, al momento della richiesta di beneficio della Legge 104/92, il certificato medico che attesti la natura e il grado della propria disabilità, in base ai quali saranno modulati i diritti economici e previdenziali. Quanto attestato dal medico curante sarà poi accertato da una Commissione Medica Esaminatrice fornita dall’Inps stesso.

L’anticipo pensionistico

Tra benefici concessi dalla Legge 104, c’è sicuramente quello che riguarda il tema Pensioni: l’anticipo pensionistico: infatti, i lavoratori che risultano invalidi oltre il 75%, a partire dalla data del riconoscimento, hanno diritto a 2 mesi annui di contributi figurativi aggiuntivi, per riuscire ad andare in pensione anticipatamente, restando fisso a 5 anni l’anticipo massimo consentito. Quelli che hanno un’invalidità superiore all’80% hanno diritto ad accedere alla pensione di vecchiaia anticipata.

Permessi da Lavoro Retribuiti

I benefici della 104 sono poi legati al tema del lavoro. La Legge sulla Disabilità, inoltre, disciplina trattamenti economico-previdenziali ad hoc anche in tema di lavoro, per i Parenti che assistano un disabile grave, riconoscendo loro il diritto di fruire di permessi retribuiti dal lavoro. L’utilizzo di questo monte ore, però, è mutato a seguito di una recente sentenza della Corte di Cassazione. Per approfondire, clicca qui.

Benefici fiscali

Non da ultimi, poi, rientrano, tra benefici fiscali richiedibili dall’avente diritto, numerosi sgravi, anche in materia di Bollo AutoEreditàSpese Mediche. Per sapere come compilare il Modello 730, clicca qui.

Legge 104: doveri sui permessi retribuiti 

Il datore di lavoro è obbligato a concedere ai dipendenti disabili o loro familiari di assentarsi e godere di appositi permessi 104 a carico dell’Inps, diversi da quelli previsti dal contratto collettivo applicato o dalle ferie.

Una volta che il dipendente ha presentato domanda telematica all’INPS e questa è stata accolta con apposita comunicazione (indirizzata anche all’azienda), il datore non ha alcuna discrezionalità in merito al riconoscimento dei permessi, eccezion fatta per la possibilità di chiedere al lavoratore una programmazione dei giorni di assenza a condizione che:

  • Il lavoratore sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
  • Non venga compromesso il diritto del disabile ad avere un’effettiva assistenza;
  • La programmazione segua criteri condivisi con i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali.

Possono richiedere i permessi retribuiti il lavoratore maggiorenne disabile in situazione di gravità nonché i dipendenti che siano:

  • Genitori del disabile (anche se adottivi o affidatari);
  • Coniuge (o parte dell’unione civile);
  • Convivente;
  • Parenti e affini entro il 2° grado del disabile (entro il 3° grado se i genitori o il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente hanno compiuto i 65 anni di età ovvero sono anch’essi affetti da patologie invalidanti a carattere permanente o sono deceduti o mancanti).

La retribuzione per le assenze legate ai permessi è a carico dell’Inps, con il datore che ne anticipa l’importo in busta paga salvo poi recuperarlo in F24 sui contributi dovuti, eccezion fatta per i casi di pagamento diretto da parte dell’Istituto.


lunedì 9 agosto 2021

GUIDONIA - Baby gang al Comune, aggredito il vigilante: “Qui non passi”

Stanotte un gruppo di giovani tra i 17 e i 20 anni ha minacciato la guardia giurata durante il controllo: “Guardia infame, te sfonnamo”. Calci e pugni all’auto di servizio, danni alla porta della Torre Civica. La Polizia ha l’identikit


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