CONCILIAZIONE IN SEDE SINDACALE

L’UNAL svolge stabile attività di conciliazione in sede sindacale in Roma e Provincia per parte dei Lavoratori (L. 533/1973) per il tramite di conciliatori accreditati presso la Direzione Territoriale del lavoro e della M.O. di Roma. Tale attività si rivolge ai lavoratori per garantire una pronta definizione delle controversie di lavoro. I relativi verbali di conciliazione vengono trasmessi alla D.P.L. di Roma per il successivo inoltro al Tribunale di Roma– sezione lavoro.

per contatti tel. 334.2557573

mercoledì 30 novembre 2022

Per le ferie concesse d'imperio, non basta la comunicazione alla RSU

La cassazione ha dichiarato illegittima la collocazione in ferie forzate dei propri dipendenti senza prima averne dato comunicazione ad ogni singolo lavoratore.

L'ordinanza n. 24977 del 19/08/2022, ha sancito questo importante principio durante il giudizio promosso da alcuni lavoratori nei confronti di un azienda che aveva ritenuto sufficiente comunicare questo provvedimento alla sola Rappresentanza Sindacale (RSU).
I dipendenti hanno impugnato questa decisione unilaterale dell'azienda nella speranza di ottenere un risarcimento dei danni.
La Cassazione ha inoltre stabilito che una iniziativa del genere deve essere comunicata ai singoli lavoratori con congruo preavviso in modo da consentire eventuali contestazioni.

venerdì 30 settembre 2022

Guardie giurate, stipendi e problemi della categoria.

 ( tutti quelli che commentano dicessero anche a quale sindacato sono iscritti perché se non lo sono, non hanno alcun diritto di fare commenti, in quanto il sindacato ha la forza di poter proporre i cambiamenti in base, appunto per la forza che i lavoratori gli danno).

dal Segretario Generale dell’Unal
Francesco Pellegrino
– Salari da 980 euro. – Indennità irrisorie. – Poche tutele. – Mancanza di formazione. Questa è la reale condizione degli agenti di vigilanza.
Controllano banche, supermercati. Piantonano siti sensibili, come ambasciate e tribunali, persino «installazioni militari», e si trovano agli ingressi dei Palazzi di Giustizia.
IN ITALIA ci sono 830 SOCIETÀ. Solo due delle 830 società di vigilanza private che operano in Italia danno lavoro a 45 mila guardie giurate, 20 mila delle quali sono impegnate nel pubblico.
In pratica le G.p.G. sono il sesto corpo di ordine pubblico italiano. Infatti: i carabinieri si aggirano sulle 105 mila unità, la polizia di Stato 100 mila, quella penitenziaria poco meno di 39 mila, la Guardia di finanza 60 mila e la Forestale 7.600.
Oggi con l’avvento del contratto che prevede il personale non armato nelle portinerie, il numero delle G.G. armate è sceso drasticamente.
«LE G.g.G. SONO CONSIDERATI MENO DI ZERO». Le condizioni di lavoro non sono cambiate. Precariato e turni di lavoro anche di 12 ore con stipendi irrisori restano.
Le G.p.G. sono incaricati di pubblico servizio, ma non sono considerati pubblici ufficiali. Una differenza non da poco. Visto che limita le mansioni all’esclusivo controllo. Le G.p.G. svolgono gli stessi compiti delle forze dell’ordine, ma non sono riconosciuti, di fatto ” Non sono né carne né pesce”.
INOLTRE I SINDACATI RAPPRESENTATIVI SONO INADEGUATI. Ogni società di vigilanza è controllata da questure e prefetture, però il loro contratto non è seguito dal Viminale, ma “dai sindacati, spesso coordinati da persone che non sanno nulla della professione e che prima facevano altri mestieri “. Le GpG esigono solo più sicurezza e più tutele, al pari delle forze dell’ordine. Per esempio, essere in servizio in due in pattuglia, mentre per contratto i vigilantes devono essere soli. Fare corsi di autodifesa, visto che l’uso dell’arma è solo una extrema ratio. Maggiore stabilità contrattuale. «Gli stipendi sono decisi a livello provinciale e non si vedono aumenti da anni».
Poi c’è il problema della Visita medica, nessun test specifico e l’uso del p. d’armi.
Le G.p.G. non devono superare alcun test psico-attitudinale. Sono sufficienti una visita dal medico curante e una alla Asl. Una volta assunti da una società, si frequenta un corso generico e poi vengono “sbattuti in strada”, a rischiare la vita.
Poi, per chi lavora presso luoghi pubblici è previsto UN CORSO AD HOC PER IL SERVIZIO PUBBLICO, come un tribunale, si frequentano corsi sul funzionamento del metal detector, antincendio e di primo soccorso. Più una infarinatura sulle leggi. Ma nulla di più.
Oggigiorno, un ripiego per molte persone rimaste senza lavoro e con la fame di lavoro che esiste, fare la guardia giurata è l’ultima spiaggia.
C’é da dire che la vita del vigilantes è tutt’altro che una pacchia. Con il nuovo contratto è stato inserito il sesto livello. In pratica si parte con una paga mensile che è inferiore ai 1.000 euro. Una miseria se si considerano i rischi che dipendono da città a città, da sito a sito. Così vengono riconosciute indennità particolari che quantificano qualunque rischio. Per esempio: < Rischiare di essere uccisi davanti a un tribunale vale al giorno 1,90 euro>, < stare sulla strada la notte vale 5,61 euro in più al giorno>. Questo è il valore che si è data alla VITA: pochi centesimi di euro.
Per non parlare poi degli gli straordinari e ironia per la domenica è prevista una indennità festiva di 0,71 euro al giorno.
E’ così che in questo scenario si inserisce il business delle società di vigilanza con turni massacranti e zero spese. La maggior parte di esse sono nate solo per fare business. Non si preoccupano dei dipendenti, anzi molti di loro vengono assunti per sei mesi e poi lasciati a casa.
L’azienda paga al dipendente solo ed esclusivamente la divisa. La pistola è a carico del lavoratore. Inoltre le macchine per le pattuglie poi quasi sempre sono in leasing, quindi scaricabili. La formazione, che sarebbe obbligatoria ogni due anni, molte volte è solo un optional. Le sette ore contrattuali, più una nel caso di turni da otto, spesso diventano addirittura 12. «Lavorano sottocosto» .
Per svolgere il lavoro a norma, senza problemi e permettere all’impresa di guadagnare, una guardia dovrebbe guadagnare dai 19 ai 20 euro l’ora. Ne prendono 5,86 lordi».
Poi anche con l’evento dei NEWORK e GLI APPALTI PRESI AL RIBASSO spesso i turni di lavoro vengono raddoppiati. Se una società deve coprire la sorveglianza di un sito per 24 ore spalma l’orario h24 su due vigilantes, che lavorano 12 ore, anziché su tre o quattro vigilantes. Così impiegando meno G.p.G. aumentano il loro guadagno, potendo così fare offerte inferiori per potersi aggiudicare un appalto.
Ecco spiegato il perché dei ribassi con cui vengono vinti gli appalti: «Lucrano sulle vite delle G.p.G.», e meno male che tutte le aziende hanno firmato e accettato un CCNL di categoria proprio per rispettare e valorizzare il lavoro delle G.p.G.!
Poi esistono le varie organizzazioni a cui si sono iscritte alcune Aziende del settore vigilanza, sono le Associazioni datoriali: U.N.I.V. — A.S.S.I.V. e – A.N.I.V.I.P. Esse sono le più grandi a cui si sono rivolte quasi 225 aziende su oltre 800 Istituti di vigilanza esistenti in Italia Quindi tutte e tre le associazioni ne rappresentano appena in percentuale il 28 %. Scopo primario di queste Organizzazioni è tutelare le Aziende iscritte e garantire che queste rispettino il CCNL di categoria assunto. Basta leggere il loro Statuto cosa si propone, Ma realmente cosa fanno? <DORMONO>

venerdì 29 luglio 2022

Malattia come comportarsi

Quando siete in malattia il datore di lavoro per legge non vi può assolutamente chiamare per farvi andare al lavoro, se lo fa commette un reato penale e voi non siete assolutamente tenuti a rispondere.

E se state in malattia non potete assolutamente andare al lavoro commettereste il reato di truffa nei confronti dell’Inps.

INPS LOGO

venerdì 17 giugno 2022

La corte costituzionale cancella parte dell'articolo 18 partorito dalla legge Fornero



𝖫𝖺 𝖢𝗈𝗋𝗍𝖾 𝖢𝗈𝗌𝗍𝗂𝗍𝗎𝗓𝗂𝗈𝗇𝖺𝗅𝖾 𝗁𝖺 𝗋𝗂𝗍𝖾𝗇𝗎𝗍𝗈 𝖿𝗈𝗇𝖽𝖺𝗍𝖺 𝗅𝖺 𝗊𝗎𝖾𝗌𝗍𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝗂 𝗅𝖾𝗀𝗂𝗍𝗍𝗂𝗆𝗂𝗍𝖺̀ 𝖼𝗈𝗌𝗍𝗂𝗍𝗎𝗓𝗂𝗈𝗇𝖺𝗅𝖾 𝗂𝗇 𝗆𝖾𝗋𝗂𝗍𝗈 𝖺𝗅 𝗅𝗂𝖼𝖾𝗇𝗓𝗂𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝗈 𝗉𝖾𝗋 𝗀𝗂𝗎𝗌𝗍𝗂𝖿𝗂𝖼𝖺𝗍𝗈 𝗆𝗈𝗍𝗂𝗏𝗈 𝗈𝗀𝗀𝖾𝗍𝗍𝗂𝗏𝗈 𝖼𝗈𝗇𝗇𝖾𝗌𝗌𝗈 𝖺 𝗋𝖺𝗀𝗂𝗈𝗇𝗂 𝖾𝖼𝗈𝗇𝗈𝗆𝗂𝖼𝗁𝖾, 𝗉𝗋𝗈𝖽𝗎𝗍𝗍𝗂𝗏𝖾 𝖾𝖽 𝗈𝗋𝗀𝖺𝗇𝗂𝗓𝗓𝖺𝗍𝗂𝗏𝖾 𝗋𝖾𝗀𝗈𝗅𝖺𝗍𝗈 𝖽𝖺𝗅𝗅𝖾 𝗆𝗈𝖽𝗂𝖿𝗂𝖼𝗁𝖾 𝗂𝗇𝗍𝗋𝗈𝖽𝗈𝗍𝗍𝖾 𝖽𝖺𝗅𝗅’𝖺𝗋𝗍𝗂𝖼𝗈𝗅𝗈 𝟣, 𝖼𝗈𝗆𝗆𝖺 𝟦𝟤, 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖺 𝗅𝖾𝗀𝗀𝖾 𝗇.𝟫𝟤 𝖽𝖾𝗅 𝟤𝟢𝟤𝟣 (𝖫𝖾𝗀𝗀𝖾 𝖥𝗈𝗋𝗇𝖾𝗋𝗈) 𝗌𝗈𝗅𝗅𝖾𝗏𝖺𝗍𝖺 𝖽𝖺𝗅 𝖳𝗋𝗂𝖻𝗎𝗇𝖺𝗅𝖾 𝖽𝗂 𝖱𝖺𝗏𝖾𝗇𝗇𝖺. 

𝖰𝗎𝖺𝗇𝖽𝗈 𝗌𝗂𝖺 𝗆𝖺𝗇𝗂𝖿𝖾𝗌𝗍𝖺 𝗅’𝗂𝗇𝗌𝗎𝗌𝗌𝗂𝗌𝗍𝖾𝗇𝗓𝖺 𝖽𝖾𝗅 𝖿𝖺𝗍𝗍𝗈 𝗉𝗈𝗌𝗍𝗈 𝖺𝗅𝗅𝖺 𝖻𝖺𝗌𝖾 𝖽𝖾𝗅 𝗅𝗂𝖼𝖾𝗇𝗓𝗂𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝗈, 𝗈𝗉𝖾𝗋𝖺 𝗅𝖺 𝗍𝗎𝗍𝖾𝗅𝖺 𝗋𝖾𝗂𝗇𝗍𝖾𝗀𝗋𝖺𝗍𝗈𝗋𝗂𝖺 (𝗈𝗀𝗀𝗂 𝗇𝗈𝗇 𝗉𝗂𝗎̀ 𝖿𝖺𝖼𝗈𝗅𝗍𝖺𝗍𝗂𝗏𝖺 𝗂𝗇 𝗌𝖾𝗀𝗎𝗂𝗍𝗈 𝖺𝖽 𝗎𝗇 𝗎𝗅𝗍𝖾𝗋𝗂𝗈𝗋𝖾 𝗂𝗇𝗍𝖾𝗋𝗏𝖾𝗇𝗍𝗈 𝖼𝗈𝗋𝗋𝖾𝗍𝗍𝗂𝗏𝗈 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖺 𝗌𝗍𝖾𝗌𝗌𝖺 𝖢𝗈𝗋𝗍𝖾 𝖢𝗈𝗌𝗍𝗂𝗍𝗎𝗓𝗂𝗈𝗇𝖺𝗅𝖾 𝗇𝖾𝗅 𝟤𝟢𝟤𝟣). 

𝖠𝗅𝗅’𝗈𝗋𝖽𝗂𝗇𝖾 𝖽𝗂 𝗋𝖾𝗂𝗇𝗍𝖾𝗀𝗋𝖺𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝗌𝗂 𝖺𝖿fi𝖺𝗇𝖼𝖺 𝗅𝖺 𝖼𝗈𝗇𝖽𝖺𝗇𝗇𝖺 𝖽𝖾𝗅 𝖽𝖺𝗍𝗈𝗋𝖾 𝖽𝗂 𝗅𝖺𝗏𝗈𝗋𝗈 𝖺𝗅 𝗉𝖺𝗀𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝗈 𝖽𝗂 𝗎𝗇𝖺 𝗂𝗇𝖽𝖾𝗇𝗇𝗂𝗍𝖺̀ 𝗋𝗂𝗌𝖺𝗋𝖼𝗂𝗍𝗈𝗋𝗂𝖺, 𝗉𝖺𝗋𝖺𝗆𝖾𝗍𝗋𝖺𝗍𝖺 𝖺𝗅𝗅’𝗎𝗅𝗍𝗂𝗆𝖺 𝗋𝖾𝗍𝗋𝗂𝖻𝗎𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝗀𝗅𝗈𝖻𝖺𝗅𝖾 𝖽𝗂 𝖿𝖺𝗍𝗍𝗈 𝗉𝖾𝗋 𝗂𝗅 𝗉𝖾𝗋𝗂𝗈𝖽𝗈 𝖼𝗁𝖾 𝗂𝗇𝗍𝖾𝗋𝖼𝗈𝗋𝗋𝖾 𝖽𝖺𝗅 𝗅𝗂𝖼𝖾𝗇𝗓𝗂𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝗈 𝖿𝗂𝗇𝗈 𝖺𝗅𝗅𝖺 𝖾𝖿𝖿𝖾𝗍𝗍𝗂𝗏𝖺 𝗋𝖾𝗂𝗇𝗍𝖾𝗀𝗋𝖺𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾. 

𝖫𝖺 𝗉𝗋𝖾𝗏𝗂𝗌𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝖾𝗅 𝖼𝖺𝗋𝖺𝗍𝗍𝖾𝗋𝖾 𝗆𝖺𝗇𝗂𝖿𝖾𝗌𝗍𝗈 𝖽𝗂 𝗎𝗇𝖺 𝗂𝗇𝗌𝗎𝗌𝗌𝗂𝗌𝗍𝖾𝗇𝗓𝖺 𝖽𝖾𝗅 𝖿𝖺𝗍𝗍𝗈 𝗉𝗋𝖾𝗌𝖾𝗇𝗍𝖺 𝗉𝗋𝗈𝖿𝗂𝗅𝗂 𝖽𝗂 𝗂𝗋𝗋𝖺𝗀𝗂𝗈𝗇𝖾𝗏𝗈𝗅𝖾𝗓𝗓𝖺 𝗂𝗇𝗍𝗋𝗂𝗇𝗌𝖾𝖼𝖺. 𝖨𝗅 𝗋𝖾𝗊𝗎𝗂𝗌𝗂𝗍𝗈 𝖾̀ 𝖺𝗇𝗓𝗂𝗍𝗎𝗍𝗍𝗈 𝗂𝗇𝖽𝖾𝗍𝖾𝗋𝗆𝗂𝗇𝖺𝗍𝗈, 𝗌𝗂 𝗉𝗋𝖾𝗌𝗍𝖺 𝖺𝖽 𝗂𝗇𝖼𝖾𝗋𝗍𝖾𝗓𝗓𝖾 𝖺𝗉𝗉𝗅𝗂𝖼𝖺𝗍𝗂𝗏𝖾 𝖾 𝗉𝗎𝗈̀ 𝖼𝗈𝗇𝖽𝗎𝗋𝗋𝖾 𝖺 𝗌𝗈𝗅𝗎𝗓𝗂𝗈𝗇𝗂 𝖽𝗂𝖿𝖿𝗈𝗋𝗆𝗂 𝖼𝗈𝗇 𝖼𝗈𝗇𝗌𝖾𝗀𝗎𝖾𝗇𝗍𝗂 𝖽𝗂𝗌𝗉𝖺𝗋𝗂𝗍𝖺̀ 𝖽𝗂 𝗍𝗋𝖺𝗍𝗍𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝗈. 

𝖨𝗇 𝖼𝗈𝗇𝖼𝗅𝗎𝗌𝗂𝗈𝗇𝖾, 𝗌𝖾𝖼𝗈𝗇𝖽𝗈 𝗅𝖺 𝖽𝖾𝗍𝖾𝗋𝗆𝗂𝗇𝖺𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖺 𝖢𝗈𝗋𝗍𝖾, 𝗅𝖺 𝗉𝖺𝗋𝗈𝗅𝖺 “𝗆𝖺𝗇𝗂𝖿𝖾𝗌𝗍𝖺” (𝖼𝗁𝖾 𝖼𝖺𝗋𝖺𝗍𝗍𝖾𝗋𝗂𝗓𝗓𝖺𝗏𝖺 𝗅𝖺 𝗂𝗇𝗌𝗎𝗌𝗌𝗂𝗌𝗍𝖾𝗇𝗓𝖺 𝖽𝖾𝗅 𝖿𝖺𝗍𝗍𝗈 𝖺𝗅𝗅𝖺 𝖻𝖺𝗌𝖾 𝖽𝖾𝗅 𝗅𝗂𝖼𝖾𝗇𝗓𝗂𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝗈 𝗈𝗀𝗀𝖾𝗍𝗍𝗂𝗏𝗈) 𝗏𝖺 𝖼𝖺𝗇𝖼𝖾𝗅𝗅𝖺𝗍𝖺 𝖽𝖺𝗅𝗅’𝖺𝗋𝗍𝗂𝖼𝗈𝗅𝗈 𝟣𝟪 𝗅𝖾𝗀𝗀𝖾 𝟥𝟢𝟢/𝟣𝟫𝟩𝟢.

giovedì 16 giugno 2022

𝐁𝐎𝐍𝐔𝐒 𝟐𝟎𝟎€: 𝐋'𝐈𝐍𝐏𝐒 𝐑𝐄𝐓𝐓𝐈𝐅𝐈𝐂𝐀 𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐎

Incredibile ma vero, a poche ore di distanza dalla pubblicazione della notizia sul sito INPS c'è stata una rettifica del testo.
Nella giornata di ieri si leggeva "𝗜 𝗱𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗱𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝗲 𝗽𝗼𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝗻𝘀𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗨𝗻𝗶𝗲𝗺𝗲𝗻𝘀. 𝗜𝗹 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝗰𝗶𝗮𝘀𝗰𝘂𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗯𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼"
Oggi invece sempre allo stesso link c'è una diversa versione che recita così: "𝗜 𝗱𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝗮 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗶, 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝗱𝗼𝗻𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗲, “𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗶𝘁𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝗮𝗹𝗹'𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟯𝟮, 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶 𝟭 𝗲 𝟭𝟴 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗲𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝟭𝟳 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟮, 𝗻. 𝟱𝟬”, 𝗱𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝗲 𝗽𝗼𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝗻𝘀𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗨𝗻𝗶𝗲𝗺𝗲𝗻𝘀. 𝗜𝗹 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝗰𝗶𝗮𝘀𝗰𝘂𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗯𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼"
Ricapitolando... siamo passati da "in mancanza di dichiarazione contraria" al "previa dichiarazione del lavoratore".
Dunque allo stato attuale (e siamo ancora in attesa del decreto attuativo e di ulteriori circolari) l'INPS indica il fatto che il lavoratore debba inoltrare una dichiarazione.
Preferiamo non commentare questa rettifica da parte dell'INPS che aggiunge confusione ad una norma che già di per se è stata concepita in maniera tale da risultare molto complicata senza che ce ne fosse un particolare motivo.
Consigliamo come sempre di seguire le indicazione della propria azienda.
Nell'immagine le 2 diverse versioni del testo. La versione aggiornata è consultabile direttamente sul sito INPS a questo link



venerdì 22 aprile 2022

sciopero del 2 maggio della vigilanza privata

 L’Unal ha aderito ufficialmente allo sciopero della vigilanza privata del 2 maggio, proclamato per il mancato rinnovo del C.C.N.L. Scaduto ormai da sette anni.

Auspichiamo una massiccia partecipazione dei lavoratori con relativa astensione dal lavoro, è inutile lamentarsi e prendersela con i sindacati, quando sono prima i lavoratori, per fortuna non tutti che approfittano dell’astensione dal lavoro dei propri colleghi per effettuare nella giornata dello sciopero il doppio turno.

Francesco Pellegrino

Segretario Generale dell’Unal